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Nutrirsi correttamente senza rinunciare al gusto

Il food invade la TV e domina il web, rivoluzionando la nostra relazione con il cibo e le scelte alimentari. Tantissime informazioni ‘a portata di click’, sempre più emozionali, improntate ai concetti di bellezza e salutismo a tutti i costi, a volte contaminate da falsi miti e soluzioni prive di evidenze scientifiche che mettono a rischio la salute di chi segue “consigli discutibili”.

Considerate che 7 italiani su 10 mostrano uno scarso livello di alfabetizzazione alimentare!

Gli italiani, padri della dieta mediterranea, appaiono sempre più confusi e disorientati, focalizzati su un paradigma alimentare che ruota intorno alle calorie e ai singoli nutrienti, piuttosto che su un modello globale di stile di vita, quello che in realtà è l’unico veramente da perseguire, un sano equilibrio insomma.

Predomina l’orientamento a una dietetica del sì/no che promuove super-cibi miracolosi o, al contrario demonizza alimenti killer, ma anche una dietetica per slogan che induce al sovra-consumo di alimenti “senza” (grassi, zuccheri, glutine) e “con” (fibre, vitamine), nel tentativo di assecondare l’ossessione del cibo sano e della forma fisica. 

Sono poche le persone che possiede buone conoscenze nutrizionali, e poco di più quelle che non si lasciano influenzare da facili chimere.
Educazione alimentare, è questo il corretto paradigma, alla ricerca di un modello globale di stile di vita. L’adozione di un regime dietetico adeguato viene valutato sulla base di tre abilità interconnesse tra di loro:

  • gestire il rapporto con il cibo;
  • selezionare gli alimenti adatti a rispondere efficacemente ai bisogni nutrizionali;
  • preparare e consumare gli alimenti, preservandone le caratteristiche nutrizionali.

Ma quali sono le convinzioni errate più diffuse?

  1. Innanzitutto, l’idea che mangiar sano equivalga a sacrificare il gusto e il piacere della buona tavola, e che quindi seguire uno stile alimentare salutare sia un obiettivo difficile da raggiungere;
  2. l’orientamento a una dietetica del sì/no classificando gli alimenti in “buoni” o “cattivi”, ritenendo che siano i singoli nutrienti ad avere effetti diretti sulla salute (ad es. uova uguale a colesterolo);
  3. ed infine l’orientamento a una dietetica per slogan che spinge a prediligere gli alimenti nelle loro alternative “senza” (senza grassi, senza zuccheri, ecc.) e “con” (con fibre, con l’aggiunta di vitamine, ecc.), nel tentativo di assecondare l’ossessione del cibo sano (healthy food).

Conseguenza diretta di queste convinzioni è lo scollamento tra mangiar sano e credere di mangiar sano.

Oggi la sfida per i professionisti della nutrizione consiste nel saper rinnovare i propri linguaggi per rispondere al bisogno di un’informazione alimentare “certificata” espresso dagli utenti e gestire le emozioni gastronomiche condivise attraverso i social.

Ma allora ci domandiamo, a quali principi di equilibrio nutrizionale subordina la definizione di mangiare sano?
Difficile rispondere con chiarezza, anche perché i fabbisogni sono soggettivi e variano in base all’età, al sesso, allo stile di vita ed a componenti soggettive come l’entità dello scheletro e della muscolatura, le predisposizioni metaboliche, patologie ereditarie e molto altro ancora.

Vedete ? E’ molto difficile e non c’è una regola uguale per tutti, ma semplicemente è necessario semplificare il proprio approccio, mirando a cibi salutari.

Quindi la prossima settimana nel prossimo articolo cercheremo di darvi qualche dettaglio in più, riportandovi una tabella con alcune nozioni basilari che vi saranno sicuramente di aiuto.

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