in

“Il bambino e la pulce”

Lo confesso, sono un po’ dispiaciuto… Il 1 Maggio ero in vacanza dall’altra parte del mondo e per questioni di fuso orario non ho potuto guardare in diretta la partita Barcellona – Liverpool, dovendomi accontentare degli highlight il giorno dopo.

Nel calcio ho sempre amato i giocatori spettacolari, quindi ho quasi automaticamente adorato quei geni che portavano il numero 10 sulla maglia. Il mio preferito (Totti a parte – perche’ qui si parla di uno di famiglia) e’ sempre stato un riccioluto ragazzo nato a Lanus, nel sud del mondo, anzi, “nel sud del sud del mondo”, per citare Gianni Mina’, suo grande amico ed estimatore. Avrete capito che parlo di Maradona, per me il piu’ grande calciatore di ogni tempo ed epoca. Su questo non ho mai avuto dubbi, adoro la sua incommensurabile superiorita’ tecnica, il suo carisma guascone… La sua carriera (purtroppo piu’ breve e tribolata del dovuto, per molti e noti motivi) si e’ dipanata in un’epoca in cui i media e l’esposizione non erano quelli globali di oggi, quindi facendo la tara della visibilita’ sono ancor piu’ convinto del mio giudizio. E’ uno dei pochi dubbi che non ho mai avuto: Diego e’ stato il piu’ grande.

Sara’ per via di quel fisico normale, per la generosita’ in campo, per come sapeva ispirare i compagni e farli diventare piu’ forti di quel che erano… sara’ stato per quell’andatura caracollante che ti faceva pensare “ora cade e perde palla” mentre invece aveva gia’ fatto gol o smarcato un compagno… sara’ stato per via dell’estro che coniugava alla concretezza… in ogni caso ho sempre sentito che qualsiasi bambino del mondo, anche con una palla di stracci poteva sognare di essere Diego, perche’ lui era poesia, quando era sul campo creava uno “spontaneo traboccare di potenti emozioni”, e le emozioni appartengono a tutti, ricchi e poveri, belli e brutti. Diego e’ patrimonio di tutti, anche di chi non lo ammira.

Ma torniamo a Messi. Sono gia’ un paio di anni che i detrattori della “pulce” lo accusano di passeggiare per il campo, di sparire per lunghi tratti dai match, anche in momenti importanti. A me questa impressione non l’ha mai data. Il calcio di punizione impossibile con cui ha fatto secco Alisson (mica uno qualsiasi) ha lasciato di stucco il mondo, facendo strabuzzare gli occhi di meraviglia persino ai cronisti inglesi e strappando addirittura un sorriso a Jurgen Klopp. Forse uno dei pochi ad esserci rimasto male sono io (tifosi del Liverpool esclusi, ovvio…). Quel gol mi ha lasciato confuso, spaesato come si puo’ esserlo solo quando le piu’ salde delle certezze vacillano. Tanto scombussolamento per un gol (il numero 600…) per quanto meraviglioso? Gia’… chissa’ perche’, ma a vedere quel poderoso e chirurgico colpo di rasoio mancino mi sono venute in mente le parole di uno che di calcio, di argentini, di numeri 10, e di Maradona in particolare se ne intende: Jorge Valdano (che di Diego fu compagno di squadra nella vittoria del Campionato del Mondo del 1986 in Messico): “Messi es Maradona todos los dias […] hace cinco años que vive en junio del 86” (Messi e’ Maradona ogni giorno […] sono cinque anni che vive nel giugno dell’86). Maradona a queste parole si e’ abbastanza incazzato, io sono solo confuso, molto confuso…

What do you think?

1 point
Upvote Downvote

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading…

0

Comments

0 comments

My Art: perchè rompere gli schemi della moda!

Esports, o sport elettronici, sono solo videogames?