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My Art: perchè rompere gli schemi della moda!

Non si chiede ad un pittore di dipingere su di una tela di dimensioni ridotte perché le case sono diventate piccole: si chiede talento genio ed inventiva. Così vale per la moda, quella delle passerelle e che spesso è politically scorrect, perché, amiche mie, la moda è come l’ultima cena di Leonardo da Vinci, è la stele egizia di piazza del popolo a Roma, la moda è invadente quanto il colonnato del Bernini a San Pietro in Vaticano, è chiassosa come la Guernica di Picasso, talvolta è anche concettuale come la Gioconda di Leonardo Da Vinci!

La moda è faticosa come salire le scale per arrivare in cima alla Tour Eiffel, ma riempie di gioia come quando si varca l’ultimo scalino e ci si affaccia su una Parigi maestosa.


La moda spesso, se non capita e spinta dalle persone e personaggi giusti dello showbiz, resta incompresa, e, se usata con imprudenza, può tornarci contro come un boomerang e ferirci..(vi è mai capitato di commentare il look stonato di un personaggio pubblico o semplicemente di una vostra amica ?). La moda


In passerella ancora oggi, ad esempio, molte maison creano capispalla e accessori in vera pelliccia, e c’è anche chi si è spinto oltre come Alexander McQueen che ha cucito sul corpo di Lady Gaga un abito da grand soirée interamente realizzato con bistecche di carne bovina;  la moda crea, provoca, ricicla,  divide, stupisce e,  talvolta indigna.

 La moda non è solo mai un abito fine a sé stesso, si spinge oltre: ruba all’arte, la contamina sin dai tempi in cui le donne hanno iniziato a vestirsi col gusto del loro periodo come le  cortigiane di Caravaggio strette in bustini leziosi e le donne di Degas abbigliate con calze a rete e frivole gonnelle  di merletti e velluti.

 La moda si è intrufolata con forza nella società di ogni epoca ed  ha segnato episodi di storia e cronaca del nostro Paese , ma anche quello del Nuovo Continente: come non ricordare il tailleur rosa di Chanel indossato da Jaqueline Kennedy durante l’uccisione del marito , allora presidente  degli Stati Uniti.. e ancora, alzi la mano chi di noi non ricorda gli occhialoni grandi indossati da Oriana Fallaci, o gli abiti dai colli vittoriani indossati da Elisabetta I divenuti ormai un accessorio iconico e riconducibile alla sua immagine.

 
La moda imprime un’immagine , delinea il profilo  di una persona conferendogli tratti ed elementi distintivi.  Tutto questo a patto che la si usi in un modo privato e personale, pena il rischio di risultare tutti personaggi omologati e costretti a delle divise vere e proprie che privano chi le indossa di un  distintivo carattere estetico.
Ma allora cosa desidera veramente la moda, quale è l’obiettivo che si prefiggono gli stilisti (oltre quello squisitamente economico)?  Come dobbiamo o dovremmo usare e sfruttare questa meravigliosa invenzione? 
Valentino dice che sa cosa vogliono le donne: vogliono essere belle! E forse è proprio questa la chiave di volta; il segreto sta nel sentirsi belle, uniche e riconoscibili. Creare un personale tratto che ci distingua dalla massa, a patto di avere il coraggio di emergere con  una buona dose di autostima ed originalità (che non deve ricondursi per forza all’ eccentricità).

Ergo, perché non indossare un bel sorriso e rompere gli schemi del tailleur nero? Io dico che ci si può provare, col rischio addirittura, di prenderci gusto!

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