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My art: ispirazione messicana con la sua Regina

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6 luglio 1907: a Città del Messico è nato un mito (la futura Regina della cultura, della pittura e della moda messicana).


La bambina viene al mondo affetta da spina bifida, ma in questo periodo è difficilissimo riconoscere questa malattia, così la patologia viene scambiata e confusa con la poliomielite ( la quale anni più tardi colpirà realmente sua sorella minore).

Questa ragazzina cresce delineando molto presto un carattere decisamente forte, indipendente , determinato, ribelle.

L’arte d’ora in poi non sarà più la stessa; con lei diviene portavoce del dolore, del malessere fisico, delle malformazioni corporee senza però condurre mai il fruitore a provare pena per l’artista, semmai ammirazione.

Attraverso le sue tele apparentemente oniriche, dai colori vividi , ella dipinge la malattia, la solitudine la delusione e l’ amore per un uomo carismatico affascinante totalizzante;la ragazzina ormai divenuta donna racconta dei momenti di dolore che l’uomo le ha recato fino a condizionare tutta la sua vita.

La pittrice, accanto a Diego de Rivera, vive un amore disseminato di grandi periodi di passione, sofferenza e dolore per i continui tradimenti di lui. È però una donna che, pur vivendo continui turbamenti sa rubare la scena anche in questo ambito al suo compagno pittore fedifrago: si lega lei stessa a diversi amori , alcuni dei quali  omosessuali.

L’amore per lei è carico di sensualità , trasgressivo, senza preferenza alcuna per il sesso dei suoi partner. Alterna storie con donne e legami fugaci con uomini.

La sua vita è in tensione costante tra dolori fisici, dati da un drammatico incidente, e turbamenti dell’anima.

Tante, forse tutte, le sue opere narrano come fiabe crude i momenti della sua esistenza, o meglio, la visione che lei ha di se stessa di volta in volta attraverso i fatti che le accadono.

Ho amato da subito questa donna dall’insolita bellezza, non solo per il suo acclarato ed inequivocabile talento, ma per la sua persona. 

La sua dolorosa storia fisica non ha minimamente scalfito il fascino, il carisma e l’allure che aleggia ed impreziosisce la sua figura.

Appare agli occhi di chi la osserva come un mix di eleganza muliebre e mascolinità.

I suoi abiti ed i suoi monili, sono ormai elementi che richiamano il suo inconfondibile profilo iconografico. Gli abiti tehuana da lei indossati sono un chiaro omaggio alle donne, al femminismo e, alla società matriarcale messicana.

Il suo armadio resta una meravigliosa scoperta, una miscellanea convulsa e colorata di guanti, occhiali, gioielli, scialli, ma è anche arricchito dalle sue eleganti protesi impreziosite da merletti , e dai bustini metallici che avevano il compito di mantenere eretta la sua compromessa colonna vertebrale.             

Sapeva reinterpretare il dolore fisico rendendolo curioso, accettabile, e persino bello.

È una delle donne più eleganti del 900, il suo stile è riconoscibile, raffinato, sensuale. Non a caso anche il cinema la celebra dedicandole una pellicola meravigliosa (nel 2012) dove la sua persona viene interpretata da Salma Hayek, attrice bella, intensa e sensuale. 


La moda la considera una musa, stilisti del calibro di Jean Paul Gaultier e Valentino creano abiti ispirandosi al suo personale stile.

Gaultier, nel 1998, realizza una collezione di abiti non solo ispirati a lei, ma che ne raccontano la vita; ad un abito in particolare viene affidato il compito di mostrare e ricordare la struttura del busto che fu costretta ad indossare dopo aver subito l’operazione alla sua colonna vertebrale: l’abito creato come memento, si compone di una struttura rigida in fasce di pelle che ingabbiano il torace e la schiena.

Nel 2011 è la volta di Kenzo, Antonio Marras direttore artistico del marchio, porta in passerella abiti ispirati dalle donne latine del XX secolo, molti di questi abiti sono ancora una volta un tributo a lei.

Solamente ad un anno di distanza anche Moschino coglie l’occasione per omaggiarla con una collezione che gli addetti ai lavori definiranno “una sfilata che grida il nome della pittrice dalla testa ai piedi delle modelle” , nonostante l’attualità dei capi, l’influsso ed i rimandi latino-spagnoli nelle stoffe e negli accessori è palese.

Nel 2015  Valentino dà una sua personale interpretazione e celebra la pittrice messicana dando il via ad abiti raffinati, che accompagnano la silhouette fino ad arrivare alle caviglie proprio come era abitudine indossarli l’artista per via della sua protesi alla gamba.


Se fosse vissuta nell’era odierna, sarebbe stata considerata senza alcun dubbio quella che oggi noi definiamo una fashion influencer.

Vogue Mexico per primo ,nel 2012 le dedica la  copertina di novembre con un ritratto in chiave pop scattato nel 1939 dal fotografo ungherese Nickolas Murat consacrandola per sempre un’icona fashion.

Oggi 6 luglio 1907 a Città del Messico è nato un mito: è nata Frida Kahlo.

Scopri l’outfit dedicato a Frida Kahlo (ideale anche per una cena messicana!)

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