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Mary Quant, Twiggy, e fu minigonna!

1960, Londra:  siamo in pieno swinging London“, termine coniato dal Times per indicare il periodo oscillante che la Gran Bretagna sta vivendo.

Tutta l’Europa esce da quindici duri anni di ricostruzione e di pesanti sacrifici, e la Gran Bretagna paga duramente il suo intervento in una guerra dalla quale aveva ricevuto solo perdite.                                                                  

C’è voglia di rinascita: Londra accoglie i padri  della musica pop, l’arte reinterpretata anch’essa in chiave pop  con a capostipite Andy Warhol,  fanno della capitale britannica un concentrato di rinnovamento e di libertà. 


Siamo negli anni nei quali 4 ragazzi vengono fotografati sulle strisce pedonali mentre camminano uno avanti l’altro.., negli stessi anni nasce un simbolo ancora oggi cult : la bocca con la lingua fuori.. si scrive  la storia della musica, nascono i Beatles ed i Rolling Stones.


Le donne sono più libere, ballano, si mostrano,  Mary Quant stilista bohemien, lo percepisce e le omaggia regalando loro un simbolo che acclama  l’emancipazione femminile e la libertà:   è l’avvento della minigonna. 

La Quant, intuisce che il cambiamento nell’aria avrebbe dovuto rappresentare molti aspetti, in primis: sociali e non limitarsi all’arte e alla musica. Il periodo doveva coinvolgere tutti, partendo dalla gente comune.

Di lì a poco tempo, una giovane parrucchiera diverrà la prima vera top model, diversa dagli schemi femminili procaci del tempo, la Quant ,la sceglie per le sue lunghe gambe magrissime,il suo corpo da bambina, e per gli occhioni blu..lei è Lesley Hornby..ma il mondo intero la chiamerà Twiggy, (ovvero grissino).


Il nome che le affibbia la Quant è ovviamente evocativo per la sua fisicità esilissima, talché per la sua camminata sbilenca pareva potesse rompersi da un momento all’altro. Quella stessa camminata dinoccolata, insegnerà a solcare le passerelle ad ogni modella sino ai nostri giorni.


Mary Quant percepisce da subito in Twiggy un grandissimo potenziale: divulgare tendenza e provocare con classe . La giovane modella così viene scelta per essere associata per sempre all’immagine della minigonna.

Le grandi riviste di moda si  contendono Twiggy. Lei nel frattempo sperimenta, oltre alla lunghezza della gonna, anche la musica, riuscendo per altro a cantare in modo soddisfacente.., poi è la volta del cinema dove, anche nella prova d’attrice lascia il segno! 


Mary Quant , donna audace  e caparbia sfrutterà il fermento degli anni 60 londinesi per provocare e infondere attraverso qualche cm in meno, molta libertà alle donne , talché, la Regina Elisabetta anni dopo, le conferisce la nomina di  “Dama ideatrice della minigonna”. La sua fama diviene planetaria, e con la sua,  anche quella di Twiggy.


“Tutto questo macello per un po’ di stoffa in meno..” scherza Mary Quant, eppure a questo capo d’abbigliamento si è conferita una simbologia importante: in primis tra tutte l’allegoria della libertà femminile. Di lì a poco, nascono i moti sessantottini e le donne soprattutto, non saranno più quelle di prima.


La mini in questo periodo non è solo  un capo rivoluzionario d’abbigliamento, è  un messaggio implicito di libertà sessuale, di rinnovamento politico, simbolo di  lotte delle donne; la minigonna in pratica, è un modo di essere e di pensare.

Oggi, seppur con tendenze cicliche , la troviamo in ogni sfilata che si rispetti ..a lei spetta il compito di mandare sempre messaggi diversi : da quello  rigoroso  dalla foggia a pieghette, tipica della divisa da college, a quello sexy, allusivo ed ammiccante legato al modello fasciante e sexy in pelle .. non sono le gambe a creare scalpore, pensateci, ma sono i centimetri che andiamo a togliere… Quelli, sono la vera rivoluzione!

La minigonna è ancora un’adolescente che strizza l’occhio da ben 50 anni a tutte le ragazze, sia a quelle degli anni 60, sia, alle nostre figlie .

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