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Quando Musa fa’ rima con moda, morbosità, e molestia. – Hitchcock e Tippi Hedren –

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Ogni artista che meriti questo aggettivo è sempre stato influenzato ed ispirato da una musa: una donna che è riuscita ad elevare la sua arte, fino a sublimarla. 

Pittori, scultori, musicisti, registi e stilisti , hanno sempre seguito la loro ispirazione e dato voce al loro talento passando attraverso il pensiero e l’immagine di una donna ispiratrice.


Oggi, Il nostro viaggio si concentra sulle muse nel cinema, come non ricordare infatti  il felice sodalizio artistico tra Quentin Tarantino e Uma Turman, tra  Pedro Almodovar e Penelope Cruz, o ancora per Woody Allen e Mia Farrow;  in quest’ultimo caso,  la sua musa divenne anche sua compagna nella vita,  proprio come accadde anche  tra David Lynch ed Isabella Rossellini, per altro figlia di Ingrid Bergman, che a sua volta catturò l’attenzione e divenne ispirazione per Hitchcock

Proprio al Genio del mistero, ho scelto di dedicare un particolare approfondimento, preferendo la   musa, la donna che lo spogliò di ogni etichetta di gentleman e che lo rese vulnerabile e molesto:Tippi Hedren, una giovane modella dalla chioma castana, madre di una bimba di 5 anni ( bambina che oggi conosciamo bene visto che seguì le orme della mamma, lei è Melanie Griffith).


Hitchcock nel 1962 resto’ stregato, ammaliato da Tippi,  talché, dopo un solo provino conoscitivo, la volle come personaggio principale della sua pellicola “the Birds” (“Gli uccelli”).


Decise senza indugio alcuno, che questa sarebbe stata la donna che avrebbe dato  il volto all’eroina del suo film.

C’era però qualcosa che non convinceva pienamente il regista, così obbligò Tippi a schiarire i suoi capelli sino a renderli di un  biondo molto chiaro.

Il regista probabilmente  desideroso di trovare presto l’erede artistica di Grace Kelly, (la quale divenuta principessa di Monaco abbandonò il cinema), vede  in Tippi un grande potenziale.


Le donne bionde, elegantemente vestite, algide ma al contempo sensuali furono l’ossessione di Hitchcock

Egli Non ne fece mai mistero, nemmeno con sua moglie, con la quale anzi , aveva scambi di idee in proposito delle sue attrici, e,  probabilmente lei, devota al marito ed al suo  lavoro, non ha mai interferito nel sodalizio tra Hitch e Tippi, che oltretutto trovava graziosa ed educata.

L’immagine che accomuna  tutte le  muse del cineasta infatti è delineata dalla grazia nel portamento, dall’eleganza sobria e discreta, mai gridata, data da un mix di sensualità e impenetrabilità.


Gli abiti al quale il cineasta affida il compito di sedurre velatamente, sono sempre vestiti o tailleur raffinati ed eleganti, completati da gioielli sobri e senza tempo come le perle, e diverranno il leitmotiv distintivo delle sue attrici, delle signore raffinate e borghesi che lui amava tanto.

Dalla recente biografia della Hedren, si evince che Hitchcock cercò continuamente di plasmarne lo stile della ragazza dispensando addirittura consigli di moda ed eleganza, non fu un evento isolato  infatti, che il regista  usasse regalare a Tippi abiti e gioielli, oltre a dispensare suggerimenti di stile.
Tippi, desiderosa di diventare una stella come il suo pigmalione le aveva promesso, accettava sempre con umiltà ed entusiasmo tutti i doni ed i consigli del Maestro , ma ben presto la realtà presentò un duro conto alla giovane attrice.
Il maestro del mistero, non a caso nell’arco delle sue pellicole presenta al pubblico di volta in volta, sempre delle attrici bellissime, iconograficamente simili: eleganti, imperturbabili, misteriose, algide e raffinate; basti ricordare appunto Grace Kelly, Ingrid Bergman, Kim Novak… bellezze senza tempo e tutte molto simili .

Col passare del tempo, e con l’avanzare delle riprese de Gli uccelli, cresceva anche l’ossessione di Hitchcock per la Herden, sempre dalla sua biografia, si racconta che il maestro scordo’ di metterla al corrente che gli stormi di corvi e gabbiani usati sul set non  fossero addomesticati, perciò durante le riprese della scena all’interno della cabina telefonica , Tippi fu seriamente ferita al volto, (la scena non venne mai tagliata venne girata solo una volta, ed è la scena del quale godiamo nel film, ).

Le offese, i dispetti velati e talvolta più espliciti del regista ,  accompagnano  il sodalizio con l’attrice fin quasi da subito… Tippi è una donna bramosa di fama, ma  tiene duro e respinge con dolcezza prima, con fermezza poi, tutte le avances che Hitchcock le riserva.


Il drammatico epilogo delle molestie , Tippi ci racconta che avviene all’interno della limousine che li avrebbe condotti al festival di Cannes per la presentazione e premiazione del film .., riuscì a respingerlo , ma a cerimonia terminata , quando risalirono in auto, il regista la aggredì sessualmente e, Tippi fu costretta a fuggire.

L’attrice continua a lavorare per il maestro del noir, ma con molta fatica.. ovviamente questi eventi (denunciati solo ora, dopo la morte di Hitchcock) hanno segnato il suo modo di rapportarsi col regista ,e che , sempre per sua ammissione, racconta gli bruciarono la brillante carriera nascente.. non riuscendo mai a divenire nota al grande pubblico se non per l’unico film “Gli uccelli” e “Marnie”. 


Probabilmente l’ossessione per una musa è una sfumatura del sodalizio che si instaura tra i due …dove il pigmalione apparentemente forte e di potere detiene le redini del gioco, ma che invece poi sfocia in vulnerabilità , fragilità e dubbia moralità. 


Un esempio della cronaca odierna è il caso di Harvey Weinstein : uomo di potere, regista e produttore che, senza alcuna remora di coscienza, è stato denunciato da gran parte delle sue attrici come un  manipolatore e molestatore seriale.


C’è da riflettere, soprattutto i ben pensanti che al parlare di molestie, puntano il dito contro le donne   per via delle loro gonne corte, dell’atteggiamento provocante, e allusivo

Nelle attrici di Hitchcock nessuno di questi elementi iconografici avrebbe potuto risvegliare atteggiamenti violenti , Tippi in particolare, fu una donna , un’artista morigerata, seria e professionale, vestita sempre di abiti eleganti e mai alludenti al sesso , non esibì simboli per un lasciapassare implicito rivolto al  suo maestro..eppure accadde!


Non potremo mai prevedere, capire o sapere quando, e se mai cadremo vittime della  proposta indecente (o ancora peggio della molestia), perciò l’unico consiglio pertinente è di toglierci dalla testa  qualsiasi senso di colpa o di responsabilità nei confronti dell’avvenimento.

Gli abiti, è vero, mandano messaggi e rappresentano l’immagine di chi li indossa…ma, proprio Hitchcock insegna che le sue eroine dovevano evocare la figura della donna glaciale, superiore, non disponibile sessualmente..però poi, per ironia della sorte,  Tippi venne molestata proprio da lui.

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