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Grease (Brillantina): special outfit di My Art per l’estate 2019!

Sono gli anni del grande slancio economico: gli anni nei quali avere in casa un frullatore, un frigorifero, un tostapane , una TV,  e nel garage un’auto,  rappresenta il benessere , lo status da raggiungere… con questi beni di massa durevoli, incrementano e acquisiscono  sempre più importanza le pubblicità.

Gli spot , come li chiamiamo oggi , divengono quello specchio luccicante dove tutte le donne vogliono vedersi riflesse per somigliare quanto più possibile ai volti femminili  prestati  alle pubblicità. 

La donna diviene l’emblema dell’angelo del focolare, colei che pensa alla casa, al nido domestico e , a fare crescere la prole; in questo periodo non è un caso che si registri un grande boom di natalità.  

La guerra è finita, l’America ha il desiderio di rinascere, ridere, amare. 

Il cinema di questo momento o ambientato in questo periodo,  riflette sentimenti positivi e volutamente spensierati, dove i ragazzi affollano le scuole per acquisire maggior cultura e creano circoli e gruppi sportivi per condividere il loro tempo libero: questo è lo sfondo sociale che incornicia la storia di Danny Zucko e Sandy Ollson,  protagonisti della pellicola regina indiscussa dei film musicali: Grease.

Il film diretto da Randal Kleiser, prende spunto infatti dall’omonimo musical campione d’incassi a Broadway. 

Nel 1978 esce nelle sale Grease, e John Travolta con la sua partner Olivia Newton John consacrano una fama interplanetaria: divengono due star indiscusse del cinema Americano e, successivamente mondiale.

Pensare che in principio l’indecisione del  regista  per il personaggio di Danny Zucko fosse oscillata tra Hanry Winkler , che  tutti conosciamo come il Fonzie di “Happy days”, e Patrick Swayze: mito di “Derty Dancing”, è da non credere… di sicuro avremmo amato comunque Grease, ma ad oggi pensarlo orfano di John Travolta avvolto nel suo chiodo di pelle nera è pressoché impossibile!

La scelta del giubbotto di pelle non fu una scelta casuale: da indiscrezioni emerse da una datata intervista al regista , sappiamo che egli volle omaggiare proprio James Dean nel film “Gioventù Bruciata”..non a caso Danny Zucko fa il verso più di una volta nel film, pettinandosi i capelli con un pettinino…ed in quel periodo anche Dean aveva la stessa acconciatura ,arrivata poi oltre oceano anche da noi con Bobby Solo e Little Tony..ecco, si ..il paragone non regge così brillantemente come con Dean e Travolta, ma noi ci accontentiamo!

La partner che affianca brillantemente Danny Zucko è una dolcissima Olivia Newton John nei panni di Sandy Ollson, una ragazza di buona famiglia di estrazione sociale borghese.

Un plauso va al costumista del film che rende tutto il cast credibile e delizioso vestito di gonne a ruota (le stesse che amo’ tanto Dior), o a matita proprio come indossano le ragazze del film capitanate da Rizzo: buffe e sexy giovani donne col desiderio di affermarsi e conquistare il cuore del gruppo dei “t-birds i ragazzi a loro volta guidati dal leader Danny Zucko.

Sandy è però l’unica ragazza che riesce a rubare il cuore di Travolta dove, con lei riesce a spogliarsi del ruolo du bullo duro, e si mostra  un ragazzo buono e gentile.

La mia attenzione si concentra sugli outfit di Sandy , portandola ad essere sempre perfettamente in linea col tempo: indossa ballerine: scarpe educate e raffinate, calzini da bambina, gonne ampie dai colori pastello, camicine dai diligenti bottoni, mai aperti più del dovuto, piccoli golf poggiati alle spalle, ricordano  alcune collezioni di Prada di qualche anno fa...del resto l’estrazione sociale borghese della storica maison Prada parla chiaro: sappiamo bene che nacque nel 1913 a Milano disegnando valigeria di altissima qualità e mettendosi presto a disposizione della Real Casa Savoia, divenendo poi nel 1919 il loro fornitore ufficiale per la pelletteria; ad oggi Miuccia, rilevando l’azienda nel 1978 di strada ne ha fatta, e la holding milanese ora disegna collezioni di lusso firmando Accessori e capi d’abbigliamento stupendi e sempre di alta classe. 

Prada ,e non solo lei, ha sempre strizzato l’occhio alle signore bene, glamour ma raffinate, mai scoperte eccessivamente, sempre avvalendosi di tessuti e stoffe pregiate per la confezione degli abiti. Sandy potrebbe ancora oggi aprire una sfilata di Prada risultando inserita perfettamente nel loro concetto di donna. 

Ovviamente mi sto riferendo alla Sandy Ollson di gran parte della pellicola, la storia cambia radicalmente poi nell’ outfit di Olivia Newton John quando chiude con le ultime scene il musical: ecco comparire una Sandy tutta nuova, grintosa e piena di sé, avvolta in un micro chiodo di pelle nera, un top stretch anch’esso nero , con le  spalle scoperte, fasciata in un paio di pants molto simili ai nostri leggings: skinny sino al punto che le sarte hanno dovuto cucirglieli indosso ogni volta che hanno  rigirato la scena finale .. a completare questo look d’effetto, fanno la differenza gli zoccoli con plateau con tacco altissimo in legno e una fascia rossa che avvolge fermamente il dorso del piede in bilico su quei trampoli .. anche  questo outfit ha concesso molti spunti a diverse case di moda ..una fra tutte Moschino con a capo Jeremy  Scott che ha visto altalenare le sue creazioni nella coesistenza allegra e pacifica di abitini bon ton rosa shocking e stampe pied de poule e chiodi grintosi e sexy dai pellami pregiati; ma non fu solo lui, ricordiamo che anche Cavalli, Dsquared e Puglisi , ad anni alterni hanno dato nuovo respiro a questo capo iconico d’abbigliamento rendendolo talvolta serioso,  altre più rock’n’roll..

Citando appunto il rock’n’roll non possiamo almeno non  ricordare chi , adottando il chiodo  ha contribuito a mitizzarlo e consacrare sé stesso ad una immaginario collettivo e riconoscibile: mi riferisco a Freddy Mercury, Elvis Presley, i Sex Pistols , Madonna, e molti altri,  che ne hanno fatto il loro baluardo.

Di certo alla società, come alla moda,  Grease piacque e piace tutt’ora, pensando al successo planetario della pellicola in questione, e, a tutti i musical ancora attualmente in circolazione, non posso non chiedermi se noi ragazzi del 2000 lasceremo mai un’eredità così ispirante, oserei dire un’impronta,  come quella lasciata proprio dalla brillantina..

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