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Cocò Chanel: gli outfit dal mito alla versione 2.0!

Dire Cocò è come recitare un incantesimo ipnotizzante  dove quasi ogni donna sulla faccia del pianeta, al richiamo della melodiosa parola, sortisce il medesimo effetto: aumento del battito cardiaco, dilatazione delle  pupille  e, la  mente proiettata nell’unica  direzione possibile: quella  di borse, scarpe, accessori bijoux di ogni genere.. Ok,..forse non tutte le donne sono affascinate dallo stile Chanel, ma vi assicuro che quelle “sciure sciagurate” come me, vanno in brodo di giuggiole solo al pensiero delle adorate doppie C intrecciate! 


D’altro canto, molte di voi, quelle più assennate, dal portafoglio ragionato e non impulsivo come il mio, (giuro vi invidio!) saranno già pronte a replicare con riflessioni sagge del tipo: “vestire Chanel è solo per poche, …mica si puo’ spendere l’equivalente di tre stipendi per un cappotto e una borsa”... State serene amiche…a volte con tre stipendi si riesce ad acquistare a malapena una borsetta se porta il logo di madame Gabrielle!

Ergo, aboliamo da principio tali riflessioni, e cambiamo, o meglio cambiate ottica… Del resto per una come me che vive e si nutre di moda, ed è una caratteristica  integrante della mia persona, curare ogni dettaglio vi assicuro  ha il suo peso e, non sempre è possibile sostenerlo investendo migliaia di euro per soddisfare i desideri, così col tempo e con l’esperienza ho iniziato a guardarmi intorno: ho imparato a non soffermarmi esclusivamente sulle etichette di un capo, ma a studiarne il taglio, la storia e lo stile..così ho scoperto che molti negozi offrono Cocò Chanel a chi sa andare oltre il brand della adorata maison ..uno fra tutti è Zara, che,  col tempo, ha  affinato la lavorazione del tweed fino a farlo divenire un tessuto iconico per blazer e cappotti, passando poi per Mango e tante altre aziende anche made in Italy come l’italianissima Luisa Spagnoli che offre giacche dai tagli asciutti proprio come spesso il compianto Karl Lagerfeld  ha regalato nelle decennali sfilate del marchio Chanel..

Come vi accennavo nel video , pensate quanto sia fantasioso creare un tessuto tweed dalla texture sempre diversa: è realizzato tessendo l’ordito e la trama e si possono assemblare tra loro ben 12 filati diversi per rendere un capo sempre nuovo e diverso dalla composizione vibrante ed irregolare. L’ordito viene posizionato verticalmente ed è la base del tessuto, i fili che vanno ad intrecciarsi orizzontalmente fanno il resto ..lana con seta, cotone di ogni tipo , rame, e addirittura il cellophane, creano di volta in volta un finish soft o più robusto! 


Vestire Chanel  con accessori e capispalla  che ne richiamino lo stile non è difficile: basti pensare alle scarpe: una punta bicolore dal contrasto chiaro scuro , sarà sufficiente per richiamare alla mente una calzatura Chanel in piena regola! .. Passiamo poi alle perle, non occorrono preziosissime perle thailandesi, o le ancor più costose  australiane.. basteranno tanti fili girati intorno al collo per emulare la “Signora della moda”, che ironia della sorte, ebbe il nostro stesso pensiero: usare la bigiotteria piuttosto che agghindarsi di gioielli preziosi, che poi il suo brand sia diventato iper costoso è un’altra storia.., ma Coco Chanel era dalla parte delle donne, le donne con i pantaloni dal taglio maschile:  quelle pratiche, indipendenti e spesso single..del resto Gabrielle non ebbe proprio una vita rosea: crebbe povera in un orfanotrofio, fu una grande lavoratrice, modista, sarta, e poi stilista..a quel tempo c’era voglia di cambiamento e le donne erano le testimoni più ambiziose e desiderose di affermarsi per riscattare lunghi periodi fatti di reclusioni tra fornelli e pargoli .

Cocò ama i cappelli, li indossa e li rende tipici elementi della sua esile figura , questa passione non fu un vezzo, perché iniziò la sua professione creativa proprio realizzando queste piccole opere d’arte.. e noi vogliamo non riuscire a trovare una cloche ,un modello pescatora in plastica trasparente, un Fedora a tesa stretta (o larga), o un cappellino a tamburello di marca diversa da Chanel, ma che ricordi il suo stile? È impossibile, ve lo giuro, ogni azienda che realizzi cappelli, ha in qualche modo ereditato e portato avanti lo stile dei cappelli indossati e proposti da Gabrielle!                                                                    

Non occorre investire circa 900 euro per una cloche! 

Intendo dire che Chanel ha creato in modo così incisivo degli elementi stilistici talmente riconoscibili che è veramente facile trovare anche in un negozietto sperduto e poco glam, un top a righine che richiami lo stile navy..lo stesso che sdoganò proprio lei: Cocò, furtando l’idea alle divise dei marinai per farla sua, e poi per donarla alle sue amate clienti.. l’idea piacque talmente tanto che in breve tempo divenne un vezzo aggregante: da Pablo Picasso, a Marylin Monroe, passando per James Dean e Brigitte Bardot…sino ad arrivare a Jean-Paul Gaultier:  tutti simpaticamente accomunati dalla t -shirt che Cocò aveva reinventata conferendogli quell’ alloure très charmant.


Quanto fascino emana tutt’ora  questa donna che di certo non brillò per la sua avvenenza, ma fu il prodigioso gancio traino che condusse  la moda sino ad arrivare ad oggi..

Emularla è possibile .. anche senza spendere molto denaro.. del resto fu o non fu proprio lei a donarci  la perla di saggezza de : “la moda passa , lo stile resta”?...allora siate furbe oltre che belle, studiate lo stile, e se non ne avete maturato uno vostro, prendete in prestito il suo.. e come dico sempre a me stessa…per tutto il resto…. c’è Mastercard!  

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